Chieti - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
 Oltre ai ricordati monumenti dell'età classica, Chieti vanta un cospicuo patrimonio architettonico medievale in cui spiccano la torre campanaria della Cattedrale del 1335 e la sua cripta romanico-gotica, l'ordine superiore di S. Francesco con la splendida raggiera del rosone trecentesco e i portali gotici teatini di S. Maria della Civitella e S. Antonio Abate, nonché il portale di S. Agata e la Porta Pescara, pregevoli esempi di architettura ogivale angioina.
 Di particolare interesse sono le numerose statue lignee riferibili ai secoli XIV e XV custodite nel Museo Diocesano e il ricco deposito di pergamene e codici miniati dell'Archivio Storico della Curia Arcivescovile. Al secolo XVII appartengono, tuttavia, le testimonianze più ragguardevoli dell'arte cittadina, costituita da chiese medievali, ma restaurate secondo il gusto barocco, ed edifici religiosi eretti con magnificenza architettonica e dovizia di arredi pittorici, come S. Chiara, S. Agostino, S. Domenco e S. Francesco al Corso, decorate da rari stucchi e pale d'altare delle più notevoli scuole italiane: Ercole Graziani da Bologna; Farelli Persico, N. M. Rossi e G. B. Spinelli da Napoli; Leonardo Corona da Murano nella chiesa dei Cappuccini, singolare presenza di arte veneta negli Abruzzi del 1500. Né mancano opere scultoree di primo piano, come il paliotto dell'altare maggiore di S. Giustino di G. Sammartino, e le molte sculture di G. Colombo, valente artista settecentesco napoletano. Nell'architettura civile spiccano alcuni palazzi ridisegnati nel corso del '600-'700 (Toppi, De Pasquale, De Sanctis-Ricciardone, De Lellis, Durini) che ben si affiancano alle moli religiose di Palazzo Martinetti-Bianchi, già dei Gesuiti, e del Collegio degli Scolopi, oggi sede del Convitto Nazionale e del Liceo Ginnasio "G.B. Vico".
 Il secolo XIX è illustrato soprattutto da Villa Frigeri, sede del Museo Nazionale Archeologico, e palazzo Majo, splendido esempio di villa suburbana napoletana. Non vanno trascurati, inoltre, la Pescheria, elegante esedra neoclassica con colonnato dorico, e i palazzi che affacciano le loro fronti sul Corso Marrucino, la principale arteria cittadina.
 Il Museo d'Arte "C. Barbella" con un patrimonio di dipinti, sculture e ceramiche che spaziano dal 1400 al 1900, con particolare attenzione per le espressioni artistiche del secolo XIX, soprattutto Costantino Barbella e Francesco Paolo Michetti. Il Museo Diocesano, di prossimo rinnovato allestimento, ricco di esemplari della statuaria medievale abruzzese e pale d'altare barocche. L'Università degli Studi "G. D'Annunzio" e il Teatro Marrucino sono, tuttavia, gli autentici gioielli della vita culturale cittadina e, sia per l'alto impegno scientifico, sia per la qualità della produzione drammatica e musicale, riverberano gli esiti della loro attività su tutta la regione abruzzese. La "G. D'Annunzio", forte delle sue numerose facoltà umanistiche e scientifiche, costituisce un polo di attrazione di grande richiamo per la gioventù di tutte le regioni confinanti (Marche, Puglia, Campania), ma anche di alcuni stati vicini (come la Grecia ), in particolare per la fama conquistata attraverso la ricerca e l'attività didattica delle Facoltà di Lettere e di Medicina. Il Teatro Marrucino, un prezioso edificio del primo ottocento, vive intensamente con ininterrotte stagioni di prosa, balletto, operetta, melodramma e di musica orchestrale e da camera.
.: LE MANIFESTAZIONI
 Per tutto l'anno, si succedono manifestazioni periodiche che documentano la storia locale e danno testimonianza dei profondi valori secolarmente propri della gente abruzzese. Nel mese di maggio si svolgono le manifestazioni ludiche e storiche accompagnate da Mostre, Convegni di Studio, Concerti in Piazza e rappresentazioni in costumi medievali.
 Il tutto in onore del Santo Patrono, che ha la maggiore rappresentazione con la Processione del Venerdì Santo, toccante rievocazione della Passione di Cristo, cui partecipa l'intera collettività cittadina e che si ripete ininterrottamente da ben cinque secoli, immutata nei suoi costumi penitenziali di origine Controriformistica e con trofei di grande pregio artistico.Le fanno degna corona, la sfilata dei carri del Carnevale, l'Infiorata del Corpus Domini. Di notevole richiamo, nell'ultimo anno, sono risultati i "Concerti Aperitivo", aperti alle giovani intelligenze del territorio; e i laboratori teatrali e musicali frequentati dai talenti delle principali scuole drammatiche e musicali abruzzesi.